Le estati più belle: quelle passate

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La mia borsa da mare, come quella delle giornate di lavoro, contiene un libro o due con l’aggiunta della settimana enigmistica.
Ho scoperto solo da adulta quanto le parole crociate mi rilassino, lì in particolare sotto l’ombrellone con i piedi nella sabbia.
Negli ultimi giorni mi è capitato un post dove altri, siamo in pochi ormai, commentavano di essere ancora legati a questo passatempo. Così come a quello delle letture in spiaggia.
Noi lettori incalliti che d’estate troviamo i momenti migliori da dedicare a quella pila di libri sul comodino che cresce in ogni stagione! Allora, mi è venuta una riflessione da condividere, magari siamo più di quanto immagino. Un libro, i cruciverba, le carte sono passatempi che trovano il loro comun denominatore nella lentezza. Parola pregiata per me.
Il cuore dell’estate. Sull’onda di questo valore mi sono lasciata andare ai ricordi passati quando ancora negli anni Novanta le giornate estive erano impregnate di momenti lenti che compensavano quelli di maggiore rumorosità. I bambini che giocavano a nascondino, a strega comanda color, sui pulmini della scuola per la colonia al mare, tutti insieme come indemoniati in acqua quando scattava l’ora del bagno e poi… la lentezza della pizzetta sull’asciugamano al sole, uno accanto all’altro. E prima di ripartire il bigliardino, le figurine, i gavettoni. A casa il pisolino pomeridiano che con tutto quell’entusiasmo era finto, solo perché mamma diceva di riposare, le telenovelas soppiantate dalle attuali serie, una dopo l’altra e rincorse dai telefilm per ragazzi finché non si abbassasse il sole un po’, per poter tornare a giocare in cortile. Ecco, scintillio estivo e lentezza. L’estate seguiva questo movimento.
Crescendo tutto questo si è smorzato, nella mia vita in particolare la lentezza ha preso il sopravvento, l’estate la dedicavo alla scrittura e ai libri da leggere, ai sogni di un tempo lontano che sarebbe arrivato forse riattivando gli scintillii delle estati da bambina.
Resta il fatto che le estati più belle sembrano essere sempre quelle passate, perchè è una stagione breve in cui vorremmo concentrare tutto e si lascia dietro un battito d’ali perché vola, mentre le altre stagioni camminano.

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